Origine, miti e leggende di una delle erbe medicinali orientali più famosa e utilizzata al mondo.

Un antico proverbio cinese dice “Il genere umano ha la sua più alta espressione nel saggio, il mondo minerale nell’oro, le pietre preziose hanno la loro regina nella giada e il mondo vegetale ha il suo imperatore nel ginseng”, la storia del Ginseng parte da molto lontano: da più di 5.000 anni in Cina e in Estremo Oriente, è considerato una pianta dalle proprietà miracolose, in grado non solo di guarire tutte le malattie ma anche di fortificare lo spirito, rallegrare il cuore e prolungare la vita.

La pianta è già descritta in uno dei testi più antichi di farmacopea cinese: Classico di Materia Medica dell’Imperatore Shen Nong, compilato nel secondo secolo avanti Cristo, nel corso della dinastia Han.

Shennong (神農, 神农, Shénnóng), chiamato anche Dio della Fiamma (炎帝, Yándì) o Dio dei Cinque Cereali (五穀先帝, 五谷先帝, Wǔgǔxiāndì) è un mitico dio-antenato cinese vissuto secondo la leggenda intorno a 5.000 anni fa, forse dal 2738 a.C. al 2698 a.C.; fu lui, secondo la tradizione, a introdurre nell'antica Cina le tecniche dell'agricoltura, e il suo nome Shennong significa "Contadino Divino" o "Dio-Contadino". Viene considerato il padre dell'agricoltura cinese poiché ha insegnato alla popolazione come coltivare, aumentare il raccolto e identificare le erbe terapeutiche. Si racconta che abbia assaggiato erbe varie descrivendone le proprietà e il valore. La catalogazione di centinaia di erbe medicinali o velenose fu un punto cruciale per lo sviluppo della medicina tradizionale cinese.

Nel 1596 viene pubblicato ad opera di Li Shih-Chen, un manuale descrittivo di circa 1800 erbe e sostanze medicinali, nel quale vengono registrati 77 utilizzi del ginseng, mostrandone le proprietà rigeneranti anche in relazione ad altre erbe medicinali.

Nella medicina cinese la radice a forma di uomo che migliora e prolunga la vita (nei paesi di origine è conosciuto come "la pozione della longevità")  è considerata l'erba più importante per aumentare e potenziare l'energia vitale (Qi) del corpo. Tale energia è la fonte di vita e perciò ispira tutto il movimento, la trasformazione, la percezione. Secondo il classico della farmacopea cinese (Shen-Nong Ben-Cao) il ginseng ripristina la vitalità degli organi interni. Il suo uso include il buon funzionamento della digestione e il recupero dalla malattia prolungata; allevia il freddo alle mani e ai piedi e reprime i sintomi dell'ansia. L'uso tradizionale e ben noto, vede il ginseng come un afrodisiaco utilizzato soprattutto per la sterilità maschile.

Il ginseng in Europa

In occidente il Ginseng fu portato per la prima volta da Marco Polo di ritorno da uno dei suoi viaggi in Cina, ma furono i mercanti olandesi  a introdurlo regolarmente in Europa a partire dal 1600.

Un secolo dopo, all’inizio del XVIII secolo, l’allora imperatore cinese diede incarico al padre gesuita francese Pierre Jartoux (nato a Embrun nel 1669 e morto in Manciuria nel 1720), di realizzare la cartografia di importanti regioni della Cina. Nel corso del suo viaggio, il padre gesuita arrivò in un piccolo villaggio della Manciuria situato in prossimità della frontiera con la Corea. Gli abitanti del villaggio gli mostrarono la radice di ginseng, che coglievano e masticavano per rinforzare la resistenza del loro organismo, stimolare le loro capacità fisiche e intellettuali, prevenire le malattie polmonari e stimolare l’appetito. Il Padre rimase talmente impressionato dalla pianta e descrisse le sue incredibili qualità, tanto da interessare e sedurre le corti reali, fra le quali quella di Luigi XIV.

Nella prima metà del XIX secolo, Meyer, botanico russo, classificò il ginseng nel genere Panax, della famiglia delle Araliaceae, per le sue grandi doti curative.

Se l’analisi clinica della pianta ha inizio verso la metà del XIX secolo, la conoscenza scientifica è aumentata nella seconda metà del XX secolo, e le ricerche sul ginseng proseguono ancora oggi in diversi paesi.

Quando fu possibile testarne e documentarne gli effetti con metodi scientifici, il ginseng venne finalmente riconosciuto come pianta officinale.

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